Incontinenza da sforzo: cosa sapere e come affrontarla

 

L’incontinenza urinaria da sforzo è una delle forme più comuni di perdita involontaria di urina tra le donne. Colpisce circa tre milioni di donne in Francia e può manifestarsi già dopo i 45 anni. Le perdite si verificano durante azioni semplici come ridere, starnutire, tossire o fare esercizio fisico. Le donne oltre i 65 anni sono particolarmente esposte, soprattutto a causa dell’indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico e della vescica.

Perché si verifica?

Aumento della pressione sulla vescica

Durante uno sforzo, la pressione sulla vescica può superare quella del muscolo sfinterico, provocando perdite urinarie. Inoltre, una mobilità eccessiva del collo dell’utero può contribuire al disturbo. Per questo motivo, l’incontinenza da sforzo viene spesso trattata sia in ambito urologico che ginecologico.

Fattori che aumentano il rischio

La gravidanza rappresenta una delle principali cause di incontinenza. Anche la menopausa è una fase critica: i cambiamenti ormonali modificano i tessuti e le mucose, rendendoli più fragili. Altri fattori scatenanti possono essere le infezioni urinarie frequenti, la stitichezza cronica e gli interventi chirurgici ginecologici pregressi, che influenzano il tono del pavimento pelvico.

Un disturbo ancora poco discusso

Molte donne evitano di parlare dei propri sintomi, anche con il medico. Spesso si limitano a utilizzare assorbenti igienici che non sono adatti alle perdite urinarie. Questa mancanza di comunicazione può generare disagio, ansia e persino depressione. È quindi importante rompere il tabù e affrontare il problema. I professionisti sanitari possono aiutare grazie a semplici questionari di valutazione per identificare il tipo di incontinenza e avviare un percorso di cura personalizzato.

Quali soluzioni esistono?

L’incontinenza da sforzo può essere gestita con efficacia nella maggior parte dei casi. Spesso è sufficiente modificare alcune abitudini quotidiane. La chirurgia rappresenta l’ultima opzione, riservata ai casi più resistenti.

Cambiare stile di vita

Raggiungere un peso salutare, seguire una dieta regolare, praticare attività fisica adeguata e trattare la stitichezza possono ridurre in modo significativo gli episodi di perdita.

Rieducazione del pavimento pelvico

Allenare i muscoli pelvici è fondamentale. Esistono diverse tecniche efficaci:

  • Biofeedback: aiuta a riconoscere e controllare meglio i muscoli pelvici.
  • Elettrostimolazione: stimola i nervi che controllano la contrazione muscolare.
  • Esercizi specifici: da eseguire con costanza per rinforzare il pavimento pelvico.
  • Terapia comportamentale: utile per migliorare la gestione dello stimolo minzionale.

Approcci farmacologici e chirurgici

In alcuni casi, può essere indicata una terapia ormonale locale. Nei casi più complessi, si può ricorrere alla chirurgia. Le tecniche più moderne e minimamente invasive, come l’applicazione di fascette sotto l’uretra, hanno un tasso di successo che può raggiungere il 90%.

 

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