Incontinenza urinaria: quando è utile l’esame urodinamico?
L’incontinenza urinaria è una condizione che coinvolge milioni di persone, soprattutto dopo i 65 anni. Nonostante sia spesso minimizzata, può compromettere il benessere psicofisico e la qualità della vita. Quando gli esami di base non sono sufficienti a spiegare le perdite urinarie, il medico può consigliare un esame urodinamico. Questo test permette di valutare nel dettaglio il comportamento della vescica, dei muscoli del pavimento pelvico e degli sfinteri.
Cos'è l’incontinenza urinaria?
Si tratta della perdita involontaria di urina dall’uretra. In condizioni normali, la vescica trattiene l’urina fino al momento in cui decidiamo volontariamente di svuotarla. Quando questo meccanismo viene meno, a causa di debolezza muscolare, problemi neurologici o iperattività della vescica, può verificarsi incontinenza. Oltre agli anziani, anche le donne dopo il parto e chi soffre di disturbi urologici può essere interessato.
Perché fare un esame urodinamico?
Se gli esami standard (ecografie, radiografie) non evidenziano anomalie e le terapie non hanno dato risultati, questo test approfondito può essere utile. Permette di:
- Misurare la pressione e la capacità della vescica durante il riempimento e lo svuotamento;
- Valutare la forza dei muscoli pelvici e il comportamento degli sfinteri;
- Rilevare eventuali disfunzioni legate al sistema nervoso;
- Indirizzare verso un trattamento mirato o un intervento, se necessario.
Preparazione all’esame
L’esame viene effettuato in ospedale, senza anestesia e senza bisogno di essere a digiuno. Alcune indicazioni utili:
- Portare l’impegnativa del medico e segnalare eventuali allergie o protesi valvolari cardiache;
- Comunicare i farmaci in uso, in quanto alcuni possono alterare i risultati;
- Non urinare nell’ora precedente all’esame: sarà necessario un campione per escludere infezioni urinarie.
Come si svolge l’esame?
La durata varia dai 30 ai 60 minuti e si articola in tre fasi principali:
- Flussometria: il paziente urina in un dispositivo speciale che misura il flusso e la quantità di urina. Si verifica anche se resta urina in vescica dopo la minzione.
- Cistomanometria: una sonda sottile viene inserita in vescica per riempirla gradualmente con acqua, simulando la fase di riempimento. Il paziente dovrà indicare la percezione del bisogno di urinare o eventuali fastidi.
- Profilometria: si analizza la resistenza dello sfintere urinario mentre la sonda viene estratta lentamente. Durante questa fase è importante restare rilassati e immobili.
Cosa aspettarsi dopo il test
Dopo l’esame è normale percepire una leggera irritazione o bruciore durante la minzione. Si consiglia di bere almeno 1,5 litri di acqua per favorire la pulizia delle vie urinarie. Se il fastidio persiste oltre le 48 ore o compare febbre, contattare il medico per escludere un’infezione.



